Efficienza Energetica: verso gli obiettivi del 2020

Circa sette mesi. E’ questo il tempo residuo concesso alle imprese italiane cosiddette ‘a forte consumo energetico’ per presentare la ‘Diagnosi Energetica’, il documento che stabilisce le principali migliorie da applicare a un edificio al fine di ridurne i consumi energetici. Le azienefficienza-energeticade che non presenteranno tale documentazione nei tempi previsti, infatti, potranno essere sottoposte a sanzioni che vanno dai 2.000 ai 40.000 euro.

L’obbligo viene dall’applicazione del Decreto Legislativo n. 102 del 14/07/2014, in attuazione della direttiva UE n. 27 del 2012, che stabilisce il nuovo quadro di misure per la promozione e il miglioramento dell’efficienza energetica delle aziende. L’obbiettivo finale del decreto è il raggiungimento dei presupposti stabiliti dalla strategia energetica nazionale, che mira a ridurre le tonnellate di petrolio equivalenti di consumo di energia, primaria e finale, entro l’anno 2020.

Per fare ciò, oltre alle pubbliche amministrazioni saranno interessate direttamente anche le grandi imprese e le imprese a forte consumo di energia, cosiddette ‘energivore’. Con il termine ‘energivore’ si intendono le imprese con un consumo annuo superiore a 2,4 GWh, rapporto tra spesa annua per l’approvigionamento energetico e fatturato non inferiore a 2% e codice Ateco con prime due cifre comprese tra 10 e 30.

Queste aziende dovranno quindi necessariamente consegnare la diagnosi energetica del proprio sito produttivo, incaricando una Società di Servizi Energetici (ESCo) o un Esperto in Gestione dell’Energia (EGE). L’audit energetico dovrà essere presentato entro il 5 dicembre e successivamente rinnovato ogni quattro anni: al suo interno vengono individuati e definiti, in ordine di priorità, gli interventi più efficaci alla riduzione del consumo energetico della singola impresa.

Queste prescrizioni, tuttavia, non si applicano alle grandi imprese che hanno adottato sistemi di gestione conformi EMAS e alle norme ISO 50001 (cfr. DL 102/14 e ISO 50001) o EN ISO 14001 (cfr. DL 102/2014 e ISO 14001), purchè il sistema di gestione in questione includa un audit energetico realizzato in conformità ai dettati di cui all’allegato 2 del decreto.

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