La Commissione UE delibera: via libera all’importazione di carburanti “sporchi”

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La commissione UE ha deliberato

L’articolo 7 bis della Direttiva FQD obbliga i fornitori a ridurre del 6% l’intensità di gas a effetto serra del combustibile e di altre fonti di energia fornita per essere utilizzata nei veicoli stradali entro il 2020, ma non vincola con nessuna regola nessun costruttore sul calcolo delle emissioni delle diverse fonti di petrolio greggio che costituiscono il 95% del mercato dei carburanti e dell’elettricità dell’UE.
Con la nuova proposta (Council Directive on laying down calculation methods and reporting requirements pursuant to Directive 98/70/EC of the European Parliament and of the Council relating to the quality of petrol and diesel fuels) si stabilisce un metodo per calcolare l’intensità di carbonio per i diversi tipi di carburante, vale a dire a benzina, diesel, gas di petrolio liquefatto (GPL) e il gas naturale compresso (CNG).
Ad ognuno di questi tipi di carburante sarà assegnato un valore predefinito in base alle emissioni prodotte durante l’intero ciclo di vita, a cui dovranno far riferimento i fornitori nell’informare le autorità designate dai Paesi membri dell’UE sull’intensità di carbonio del loro approvvigionamento di carburante, al fine di garantire una riduzione del 6% delle loro emissioni dei trasporti al 2020, come previsto dalla Direttiva 2009.

Carburante sporco

Carburante sporco

In Italia, continua la perplessita è seria preoccupazione dei nostri Deputati della Commissione Bilancio, potranno esserci ripercussioni economiche sulle industrie petrolifere e gasiere. per far pronte a questo si è chiesto addirittura lo stralcio dell’articolo 26-ter, introdotto dalla Commissione Ambiente nel cosiddetto Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità 2014, che vietava la pratica del fracking per l’estrazione di idrocarburi, “poiché non si possono escludere effetti finanziari negativi, derivanti dalla prevista automatica decadenza dalle concessioni e dai permessi in essere”.

La Commissione UE delibera: via libera all'importazione di carburanti “sporchi”
La commissione UE si è espressa sull'integrazione della metodologia per il calcolo dell'intensità di carbonio per i diversi tipi di carburante, dopo una camera di consiglio durata 5 anni, felici le società petrolifere Canadesi e USA he potranno continuare a rifornire l’Europa con i carburanti derivanti dal petrolio “più sporco” al mondo. L'Italia ora si pone un grosso interrogativo sull'effetto finanziario che tale decisione di veto sulla pratica fracking per l’estrazione di idrocarburi.idrocarburi

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