Nuove pene e sanzioni per i reati ambientali

Via libera della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati al riconoscimento di nuovi reati ambientali. L’iniziativa, studiata per contrastare e combattere i crimini contro l’ambiente, consiste in un inasprimento delle pene e nell’introduzione di reati specifici mirati a sconfiggere il giro di criminalità organizzata che trae profitti dallo smaltimento illegale dei rifiuti.Reati Ambientali

Sono previste aggravanti e pene più alte se si tratta di materiali radioattivi. Inasprimenti e abbassamento dei tempi di prescrizione anche nei casi in cui il danno all’ecosistema si configuri all’interno di un’associazione a delinquere, dove è prevista un’aggravante “ecomafiosa”. Subiranno sconti delle pene, da metà a due terzi, gli imputati che collaboreranno con la magistratura nell’individuazione dei colpevoli, nelle operazioni di bonifica e in generale in azioni che abbiano come scopo quello di evitare ulteriori danni all’ambiente.

Il nuovo reato di Disastro Ambientale sarà punito con il carcere da 5 a 15 anni, e tratterà quei casi in cui è accertata un’alterazione grave o irreversibilmente dell’ecosistema.
Altri reati introdotti sono inquinamento ambientale, traffico di materiale radioattivo e impedimento di controllo.
In caso di condanna o patteggiamento della pena si è resa obbligatoria la confisca dei beni che costituiscono il prodotto o il profitto del reato e delle cose servite a commetterlo o comunque di beni di valore equivalente nella disponibilità del condannato.
Il provvedimento introduce inoltre elementi di giustizia riparativa, che trattano la regolarizzazione attraverso l’adempimento a specifiche prescrizioni che possono portare all’estinzione del reato.

Per maggiori informazioni vi rimandiamo ai disegni di legge che potete trovare seguendo il link.

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