28 Aprile 2013: Giornata Mondiale per le vittime dell’amianto

Domenica 28 aprile è il giorno in cui verranno ricordate le migliaia di persone decedute per esposizione ad amianto. Secondo dati forniti dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) in Italia i casi di decesso accertati per esposizione ad asbesto sono circa 3000 all’anno. Va sottolineato: solo quelli accertati.

Numerose le iniziative proposte e campagne di sensibilizzazione: a Casale Monferrato, colpiti dalla comntaminazione da amianto,  andrà in scena lo spettacolo ‘Malapolvere. Veleni e antidoti per l’invisibile’ di e con Laura Curino, «attrice legata al territorio e sensibile alla problematiche relative alla lotta contro le conseguenze dell’amianto», evidenziano la presidente dell’AfeVa (Associazione Familiari Vittime Amianto) Romana Blasotti Pavesi, e coordinatore del Comitato Vertenza Amianto Bruno Pesce. Malapolvere, ispirato al libro di Silvana Mossano, andrà in scena all’ Hotel Candiani a Casale Monferrato il 2 maggio alle 21.

A Torino è in programma il convegno “A che punto è la notte”, organizzato dal Consiglio di Indirizzo e vigilanza dell’Inail: uno studio che tasta il polso all‘attuale situazione normativa, per dare il via a eventuali indicazioni su aggiornamenti legislativi.

La giornata commemorativa del 28 aprile è stata presentata in una conferenza stampa tenutasi nei giorni scorsi da Anna Maria Virgili, presidente del Comitato Esposti Amianto Lazio; nel corso della conferenza è stato ribadito come si tratti non di una semplice commemorazione, bensì come un momento per soprattutto fare il punto della situazione su quanto c’è ancora da fare per bonificare l’amianto in Italia e nel mondo.

Le caratteristiche dell’amianto (resistenza al calore, struttura fibrosa) ed il basso costo di lavorazione ne hanno favorito l’impiego in numerosi campi e in migliaia di  prodotti differenti. L’amianto è stato utilizzato massicciamente:

  • nell’industria , come materia prima o isolante termico;
  • nell’edilizia: centrali termiche, strutture industriali o civili sotto forma di lastre ondulate o piane in cemento-amianto (eternit) ma anche nei pavimenti in vinil-amianto (linoleum), sui tetti – persino le canne fumarie-, e negli ambienti domestici (asciugacapelli, forni, stufe, ferri da stiro di vecchia produzione);
  • nei trasporti: nei freni e nelle frizioni, nelle guarnizioni, nelle vernici e mastici “antirombo” ecc.

Uno scenario preoccupante, dai risvolti ancora oggi non ben definiti. Se  poi si pensa che in Italia (in Europa ancora prima) l’amianto ha iniziato ad essere utilizzato con continuità dagli inizi del 1900, si può comprendere la portata del fenomeno.

Solo con l’entrata in vigore del Decreto legislativo 257 del 1992, l’amianto è stato “bandito” come materiale utilizzabile in lavorazioni e produzioni di qualsiasi tipo. Peccato che nel decreto non sia indicato un termine di dismissione definitivo per i manufatti fin lì realizzati…

Le innumerevoli campagne di sensibilizzazione e i censimenti richiesti dalle amministrazioni comunali (si pensi alla legge che la Regione Lombardia ha pubblicato sul B.U.R.L. lo scorso Agosto 2012 secondo cui è obbligatorio “il censimento degli impianti, degli edifici, dei siti e dei mezzi di trasporto con presenza di amianto o di materiali contenenti amianto, effettuato dall’ASL in collaborazione con le province e i comuni”) non hanno però sortito gli effetti desiderati.

L’amianto è pericoloso e questo non va più taciuto: nel nostro Paese si confonde l’informazione con l’allarmismo o meglio, non si vuol far conoscere una verità scomoda per rimandare ancora interventi di bonifica che sono invece urgenti. Purtroppo, però, bisogna fare i conti con la situazione Per non parlare dello smaltimento dei rifiuti amianto, problema del tutto irrisolto che dà luogo ad abbandoni impropri, discariche abusive, infiltrazioni criminali,inquinamento ambientale ed esposizione inconsapevole alle fibre di amianto.

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