SISTRI news 2013: nuova inchiesta intorno alla tracciabilità dei rifiuti

E’ di pochi giorni fa la notizia di uno scandalo tangenti legato al sistema di tracciabilità dei rifiuti: i vertici delle società connesse alla concretizzazione del progetto SISTRI sono accusati di associazione a delinquere finalizzata all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, corruzione di pubblici ufficiali e dichiarazioni fraudolente. Il motivo?

Secondo il Nucleo polizia tributaria della Guardia di Finanza della città di Napoli che sta indagando coordinata dalla Procura partenopea, sarebbero state emesse fatture per un importo complessivo che si aggira intorno ai 40 miliooni di euro per operazioni mai realizzate.  Chi sta indagando ritiene che gli importi siano poi passati per conti correnti cifrati all’estero e in quei cosidetti “paradisi fiscali”.

ll progetto per l’appalto SISTRI che ha un valore complessivo di circa 400 milioni di euro, è nato nel 2009 tra mille vicissitudini, senza però mai entrare in vigore. Per anni – sottolinea la Procura – non è trapelata alcuna informazione in quanto su di esso era stato apposto il segreto di Stato.

Poche settimane fa il Ministero dell’Ambiente, come si legge nello schema del decreto di riavvio del SISTRI, ha decretato che venga riattivato entro la fine del 2013. In particolare, il sistema di tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) verrà avviato a partire dal 1° ottobre 2013 per tutte quelle imprese ed enti con più di dieci dipendenti che gestiscono rifiuti pericolosi. Per tutte le altre aziende che gestiscono rifiuti speciali, l’avvio del sistema è previsto per il 3 marzo 2014.

 

 

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